Web 2.0
Cos'è? Perché si chiama così? Quali innovazioni, quali nuovi punti di vista veicola rispetto al web che tutti conosciamo?
Compila un elenco di applicazioni e servizi, sottolineando le differenze tra web 1.0 e web 2.0
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Esempio di parole-chiave che potrebbero risultarti utili:
web 2.0
rss
social networking
social software
tagging
folksonomy
29.3.06
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Internet non si può più considerare una semplice "rete di reti", né un agglomerato di siti Web isolati e indipendenti tra loro, bensì la summa delle capacità tecnologiche raggiunte dall’uomo nell’ambito della diffusione dell’informazione e della condivisione del sapere.
Queste le considerazioni alla base del cosiddetto Web 2.0 che, lungi dal rappresentare il culmine dell’evoluzione del mondo Internet negli ultimi dieci anni, è un punto di partenza per nuove metodologie e applicazioni software, all'insegna della condivisione e della collaborazione tra esseri umani.
Il termine "Internet 2.0" o "Web 2.0" (vedi anche su del.icio.us) è quindi l’espressione del dibattito attualmente in corso in merito alle nuove possibilità di fruizione del sapere e delle informazioni offerte dalla Rete. Non è quindi un’evoluzione della tecnologia TCP/IP alla base della Rete, ma dei mezzi e degli strumenti che utilizzano l’infrastruttura tecnologica sulla quale poggia Internet. E' un nuovo modo di intendere la Rete, che pone al centro i contenuti, le informazioni, l'interazione.
Si parla di Internet e non di Web, anche se spesso sono considerati sinonimi, dal momento che oltre ai computer fanno parte della rete globale altre periferiche quali il cellulare, la televisione, la radio, che possono interagire tra loro utilizzando le nuove tecnologie di condivisione del dato digitale.
Il fiore all'occhiello del Web 2.0 è senza dubbio il blog, vero e proprio luogo di incontro, discussione e condivisione di argomenti e contenuti, disponibili come testo, immagini, audio e video. L’elemento più innovativo di questo strumento/sito è la tecnologia RSS (Really Simple Syndication), grazie alla quale i contenuti dei feed RSS sono fruibili tramite appositi software che interpretano i file in linguaggio XML, rendendo visibili le informazioni ivi contenute senza bisogno di navigare il blog o il sito che li ha prodotti. E' anche possibile aggregare più feed, filtrandoli e rielaborandoli, per presentarli su un altro sito Web o su un servizio di news navigabile tramite il cellulare.
Non possiamo non menzionare i social network, o reti sociali, che consistono in gruppi di persone, con vincoli familiari e non, con passioni e interessi comuni, intenzionati a condividere pensieri e conoscenze. Si trovano online comunità di persone che condividono i link ai siti che ritengono interessanti, oppure alle proprie foto o video, come anche poesie, o anche resoconti di eventi cui hanno partecipato. Persone che hanno la capacità e la voglia di distribuire contenuti multimediali relativi ai propri interessi. Questi gruppi si rivelano spesso una preziosa fonte di informazioni e al contempo divulgatori specializzati in argomenti di nicchia.
Web2.0
Certo, si fa presto a dire Web2.0. E' molto meno chiaro capire il reale significato di questo termine, i segni distintivi di questo apparentemente nuovo modo di concepire, disegnare e sfruttare la Grande Rete.
Come è accaduto spesso nella sfera digitale, non si tratta di un nuovo protocollo, una nuova tecnologia o un nuovo standard: è semplicemente un nome che tecnici, sociologi ed analisti utilizzano come convenzione per indicare la direzione che la società del bit sta prendendo.
Per sintetizzare il concetto si potrebbe parlare di Web2.0 come l'evoluzione del Web attuale da semplice "accumulo di siti web a una piattaforma globale che si serve di varie applicazioni Web per offrire servizi agli utenti" (Fonte: Internet.Pro), e non più prodotti.
Web2.0 è, quindi, principalmente e originariamente, una conferenza a cui hanno partecipato e partecipano i grandi della Rete.
Ma cosa si intende quindi per "Web come piattaforma" invece che come semplice accumulo di siti?
Quale è la caratteristica che distingue un approccio da "Web1.0" rispetto ad un approccio "Web2.0"? La lista qui sotto prova ad iniziare a fornirci qualche esempio in merito.
La domanda è comunque particolarmente difficile in quanto non si prendono in considerazione solamente esempi di web applications, ma anche di software come Napster e BitTorrent.
Come per molti concetti fondamentali della conoscenza, il tema Web2.0 non ha precisi limiti , piuttosto è dotato di centro gravitazionale. Può essere visualizzato come un "insieme di principi e pratiche che uniscono un grande sistema solare di siti che dimostrano tutti o alcuni di questi principi, ad una distanza variabile dal centro". Alla conferenza di O'Reilly Media, è stata definita in questo senso la "Meme Map".
La lezione, scaturita dal successo dei suoi antagonisti, è invece un'altra. Influenzare e permettere il self-service da parte dei consumatori per raggiungere il web nella sua interezza ed avere, potenzialmente, una pubblicità su ognuna delle 11,5 miliardi di pagine nel mondo. Puntare agli angoli e non al centro, alla "lunga coda" e non alla testa, seguendo il principio della "long tail" di Chris Anderson.
DoubleClick, invece, limitò il proprio mercato notevolmente richiedendo, ad esempio, un formale contratto di vendita e rendendo impossibile alla maggior parte dei potenziali clienti una affiliazione.
Nel confronto Akamai Vs BitTorrent, che vi invito a leggere rapidamente qui, una seconda e correlata lezione di Web2.0 viene evidenziata: maggiore è il numero di utilizzatori di un servizio, SEMPRE maggiore sarà il valore del servizio stesso. Tramite BitTorrent, software peer-to-peer, ogni utilizzatore mette infatti a disposizione le proprie risorse, diventando client e server al tempo stesso.
RSS
RSS è acronimo di “Really Simple Syndication” o “Rich site summary” e indica pagine Web particolari che contengono la lista degli ultimi 5-10 articoli pubblicati. Questa lista generalmente è composta da un titolo e da un sottotitolo, ma possono essere associate anche immagini, file audio, categorie e altre informazioni di varia natura. Quando l’utente clicca sul titolo del RSS-Feed, viene indirizzato alla pagina del sito che contiene il testo completo della notizia.
Social software
"Social Software" tutte quelle applicazioni che consentono di sviluppare e migliorare la comunicazione nell'ambito di un gruppo di persone.
Spesso il termine Social Softare viene associato con web applications di social networking, ovvero quei siti che consentono di sviluppare la propria rete di conoscenze sul web: alcune sono più orientate al gioco (ad esempio Orkut di Google) altre pensate per il business (ad esempio LinkedIn). In ogni caso si tratta di siti che tentano di sviluppare la teoria dei "six degrees", ovvero dei sei gradi di separazione che teoricamente dividerebbero qualunque persona sul pianeta (la teoria non è applicabile nel mondo reale ma pare funzionare sul web).
Anche le più recenti applicazioni di "personal publishing" sono considerate Social Software, in particolare quelle utilizzate per la creazione di siti particolari come i weblog ed i wiki. I weblog sono siti personali strutturati su base temporale, come un registro o un diario. I wiki sono siti di gruppo dove ogni membro del gruppo è libero di creare, modificare e cancellare i contenuti prodotti dai propri colleghi. Sia nel caso dei weblog che nel caso dei wiki, i software sono estremamente semplici da usare e consentono di sviluppare nuove ed interessanti forma d'interazione.
Ci sono molte altre applicazioni che rientrano nella categoria del social software e senza dubbio molte altre si aggiungeranno presto. Meritano una citazione le applicazioni di instant messaging, ovvero quei programmi che consentono di conversare in tempo reale con una o più altre persone.
Social networking
Creare una community, una comunità online che sappia interagire attivamente con i contenuti di un sito Web è uno degli strumenti più efficacì di Internet Marketing. Ma per creare una community viva, pulsante, in grado di divenire un veicolo efficace per per i vostri piani di Marketing Online non basta implementare una serie di servizi di base come forum, newsletter, chat o wiki, ma necessita uno studio approfondito di alcune componenti:
1. Le modalità di distribuzione del contenuti di un sito Web.
2. Le modalità di percezione individuale dei contenuti di un sito Web.
3. Le modalità di percezione di gruppo dei contenuti di un sito web.
4. Le modalità di interazione tra membri del gruppo, tra membri della comunità online.
Per costruire una comunità online efficiente è necessario comprendere che cosa sia un network sociale, un social network. Quando si parla di Network Sociale si parla innanzi tutto di un set di relazioni. Una comunità online è l’espressione di un set di relazioni a distanza mediate dal tutto il sistema Web.
Tagging
E' come aprire un grande cassetto dei sogni, come srotolare un lunghissimo papiro pieno di cose da fare. Solo che non c'è bisogno di un cassetto e tanto meno di un papiro. Basta internet, la grande rete che diventa sempre di più un gigantesco raccoglitore di esperienze umane. Dopo il blogging (ovvero la diffusissima abitudine di scrivere diari on line), adesso arriva il tagging (da tag, etichetta), ovvero la condivisione di obiettivi e progetti di vita.
Il "luogo" è un sito dalla grafica scarna, che si chiama 43things.com. L'ha ideato un gruppo di ragazzi americani, che hanno rispolverato una vecchia abitudine: quella di scrivere liste di cose da fare e depennarle quando si è riusciti nell'intento. E si chiama "43things" perché "tutto deve avere un nome, e questo è il nome del nostro sito. Le cose possono essere 43 o molte di più", dicono gli inventori.
La rivoluzione è in un semplice software di etichettatura, appunto, che funziona così: se scrivo un desiderio, il programma mi connette automaticamente a tutti quelli che hanno espresso la stessa intenzione o qualcosa di simile. E ora il gruppo di amici è diventato una sorta di community: nel giro di un mese (il sito è nato all'inizio dell'anno) il grande cassetto si è riempito di 28 mila piani per il futuro.
WIKIPEDIA:
WikipediaWikipedia è un'enciclopedia libera, liberamente consultabile online e gratuitamente redatta dai suoi utenti attraverso un sistema di pubblicazione in stile WIKI e sotto una licenza GNU. Chiunque può inserire, modificare, contribuire ad una voce dell'enciclopedia e alla sua definizione. Il sistema tiene traccia delle modifiche e consente l'intervento di moderazione dei gestori che però avviene solo nei casi più gravi in cui vengano tentati sabotaggi o inseriti testi proibiti (avvenimento accaduto molte raramente). Questo sistema ha consentito a chiunque volesse condividere un sapere di farlo, tanto che Wikipedia.org solo per la versione in lingua inglese contiene ad oggi 739.000 voci a cui vanno sommate le versioni nelle altre 207 lingue. In italiano le voci contemplate sono 111.000.
Folksonomy
Il sito dedicato alla pubblicazione e alla condivisione delle foto, Flickr (si veda la fotogallery) lo conoscono quasi tutti e ha avuto tanto successo che Yahoo se l'è persino comprato. Uno dei motivi non secondari del successo di Flickr è il cosiddetto "tagging". La possibilità cioè di apporre alle immagini una o più parole chiave, che diventano patromonio pubblico di tutti gli utenti: per esempio per cercare immagini su un certo argomento, oppure navigando liberamente fra i tag, scorrendo la pagina dove sono evidenziati i tag più popolari. Questa caratteristica ha trasformato quello che poteva rimanere un semplice archivio in uno strumento di social networking e sopratutto di (ri)organizzazione versatile delle informazioni e dei dati a misura d'utente.
In diretta dalla Rete
» Internet: tutte le notizie
» Il meglio sulla ricerca
» Blog, mai più senza
» Foto dal mondo
» Feed Rss di MyTech
» Fotocamere e videocamere
Il "tagging" non è una caratteristica esclusiva di Flickr: i suoi responsabili hanno infatti dichiarato di essersi ispirati al precursore del.icio.us (fotogallery), che dal 2003 offre ai navigatori della rete uno spazio per ospitare i bookmark on line e gestirli, naturalmente per mezzo di "tag".
Se per molti Flickr e del.icio.us sono solo degli utili servizi gratuiti, secondo altri si tratta di una radicale trasformazione nel modo di usare Internet.
Questa pratica con cui i navigatori della rete "etichettano" e riorganizzano a piacimento il mondo che li circonda è stato chiamato con il neologismo di folskonomy. Fusione dei termini "folk" (popolare) e "taxonomy" (tassonomia), "folksonomy" è un termine che racchiude e definisce le pratiche, messe in atto quotidianamente dai surfisti di Internet, di classificazione e organizzazione collaborativa dei contenuti della rete.
Folksonomy, il web sorprende! » Leggi l'articolo
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La procedura è semplice ed efficace. A ogni inserimento di un nuovo link, immagine o altro dato, l'utente appone una o più parole che descrivono e classificano il contenuto. E' grazie a queste informazioni aggiuntive che in seguito sarà possibile gestire e richiamare in maniera selettiva e versatile i dati che ci servono, pescando tra i nostri e quelli degli altri: le "folksonomy" traggono infatti forza anche e sopratutto dal numero e dalla condivisione.
Flickr e del.icio.us sono solo due esponenti di punta di un cosmo di iniziative che annovera tra gli altri blogmarks, 43 things, Simpy, Technorati, CiteULike, Maple (date un'occhiata alla fotogallery) ed altri ancora.
Qualcuno si è anche spinto a sottolineare come la folksonomy (anzi le diverse folksonomy) non sarebbero altro che la concretizzazione tanto attesa del "web semantico" ma con una soprendente spinta dal basso o comunque un sistema alternativo alle tassonomie create da entità centralizzate.
Per altri rischia addirittua di diventare un metodo di orientamento alternativo a quello dei motori di ricerca.
Si tratta di valutazioni forse premature in questa fase, ma è indubbio che le folksonomy si stanno diffondendo e che c'è qualcosa di nuovo e di molto interessante. Siamo di fronte a un sistema che pone al centro l'utente, che classifica imponendo punti di vista decentralizzati, priorità e interessi imprevedibili. Certo, i rischi di confusione, la difficoltà di gerarchizzare le classificazioni possono costituire ostacoli molto alti sulla via dell'affermazione del metodo della tassonomia dal basso. I progressi però sono evidenti e le opportunità ancora inesplorate. Il fenomeno merita tutta l'attenzione.
Nicola
WEB 2.0
Si fa un gran parlare sempre più frequentemente del Web 2.0. Questo post ha lo scopo di riportare una possibile definizione di una delle più interessanti evoluzioni di Internet. E' propedeutico al post successivo.
"Con il nome Web 2.0 o Internet 2.0 si intende un generico stato di evoluzione di Internet e in particolare del World wide web.
Alcuni hanno tentato di definire il Web 2.0 come una serie di siti web con interfaccia, facilità e velocità d'uso tali da renderli simili ad applicazioni 'offline'.
Spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail.com usa largamente questa tecnica per essere semplice e veloce).
I propositori del Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, retroattivamente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall' email, dall' uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web più dinamico e interattivo. Gli scettici replicano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questo dipende esclusivamente da che cosa i propositori decidono che debba significare per cercare di convincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore, invece di continuare a sviluppare le tecnologie esistenti."
Differenze fra WEB 1.0 e 2.0
img src="http://www.tle.us.com/images/web2.gif"
Se il Web 1.0 si poneva come struttura a sostegno dell'informazione e della sua circolazione, si è venuto affermando col tempo un bisogno non più di informazione, ma di creazione collettiva di conoscenza e di socializzazione a livelli di complessità non sostenibili dall'infrastruttura e dalla cultura del Web 1.0.
Le differenze sono lampanti, soprattutto se pensate che la differenza tra le due versioni del Web sono equiparabili a quelle che ci sono tra una home page personale in HTML, quindi statica, e un blog, quindi dinamico e interattivo. La differenza non è solo tecnologica, e non riguarda solo l'accessibilità. La differenza è culturale e sociale. Nessuna collaborazione o discussione nel Web statico, interazione e circolazione di cultura nel Web dinamico.
Il Web 2.0 è un punto di transito lungo l'iter dello sviluppo tecnico e sociale del Web. Un iter che è stato disegnato dall'utilizzo che veniva fatto dalle tecnologie del WWW, quindi principalmente richiesto dagli utenti.
RSS:
Se ancora non ne avete sentito parlare, forse avrete comunque notato il rettangolino arancione con la scritta Rss o Xml, che sempre più di frequente appare in cima o in fondo alle pagine internet. La sigla originariamente stava per Rich Site Summary (ricco riassunto di un sito), anche se ormai è stata universalmente reinterpretata in Really simple syndication (distribuzione veramente semplice). L'Rss è un linguaggio standard che permette di distribuire con grande facilità i contenuti di un sito e di riaggregarli e presentarli sotto altre forme.
A cosa serve:
Adesso che sapete di che si tratta, vi starete forse chiedendo a cosa vi possa servire e perché in molti vadano sostenendo che l'Rss sta cambiando il modo di navigare il web. I feed (flussi) Rss di solito sono utilizzati per due ragioni:
tenere d'occhio le novità pubblicate da molti siti senza navigare
Un tempo avreste aggiunto tutti gli indirizzi tra i preferiti e avreste aperto in successione le pagine dal vostro browser una per una diverse volte al giorno per controllare la presenza di nuovi articoli. Ora è sufficiente installare sul vostro computer un aggregatore o Rss reader (ve ne suggeriamo alcuni), aggiungere l'indirizzo del feed Rss che vi interessa alla lista di quelli da monitorare e siete pronti. Il vostro reader seguirà tutti i siti che vi interessano, dei quali vi presenterà una lista degli ultimi articoli pubblicati, avvertendovi subito con un segnale luminoso o sonoro (a seconda del programma che avrete scelto) in caso di aggiornamenti. In questo modo sarete certi di non perdervi nulla, un po' come se vi foste abbonati a una newsletter personalizzata sui vostri interessi, senza però lo svantaggio dello spam in cui le newsletter rischiano di affogare;
Aggiungere i titoli delle ultime notizie al vostro sito web personale o al vostro blog
WIKIPEDIA:
é un'enciclopedia libera, liberamente consultabile online e gratuitamente redatta dai suoi utenti attraverso un sistema di pubblicazione in stile WIKI e sotto una licenza GNU. Chiunque può inserire, modificare, contribuire ad una voce dell'enciclopedia e alla sua definizione. Il sistema tiene traccia delle modifiche e consente l'intervento di moderazione dei gestori che però avviene solo nei casi più gravi in cui vengano tentati sabotaggi o inseriti testi proibiti (avvenimento accaduto molte raramente). Questo sistema ha consentito a chiunque volesse condividere un sapere di farlo, tanto che Wikipedia.org solo per la versione in lingua inglese contiene ad oggi 739.000 voci a cui vanno sommate le versioni nelle altre 207 lingue. In italiano le voci contemplate sono 111.000.
Social Software:
Possiamo definire "Social Software" tutte quelle applicazioni che consentono di sviluppare e migliorare la comunicazione nell'ambito di un gruppo di persone.
Social networking:
il social networking mette in condivisione le amicizie per creare una rete di rapporti in cui nessuno è sconosciuto e chiunque è identificabile in quanto "amico di" un altro (= mi registro, invito i miei amici, che a loro volta invitano i loro e così via, fino a creare una rete di amicizie a scopo personale, lavorativo o altro).
Web2.0 si tende ad identificare una evoluzione del Web che noi intendiamo come statico e fatto di pagine HTML ad un Web formato non piu’ da siti ma da applicazioni pronte per essere usate dall’utente finale.
In pratica quindi un Web che potrebbe in qualche modo prendere il posto delle applicazioni sul desktop, almeno in molti ambiti.
Al di la’ delle tecnologie impiegate e degli acronimi scelti per molti versi questa e’ una definizione che possiamo ritenere molto vicino alla sensibilita’ di tutte le persone coinvolte.
Alcuni pero’ sono scettici sulla capacita’ del Web di diventare una vera e propria piattaforma: vediamo cosa si dice in giro.
RSS:
RSS e’ un acronimo molto discusso oggi ed e’ in pratica un modo diverso di distribuire i contenuti e le novita’ del nostro blog secondo un modello simile alla televisione: io sottoscrivo un canale detto feed e senza dover ogni volta andare su quel sito il sistema che legge i canali detto feedreader mi aggiornera’ con gli ultimi articoli pubblicati.
Web2.0 si tende ad identificare una evoluzione del Web che noi intendiamo come statico e fatto di pagine HTML ad un Web formato non piu’ da siti ma da applicazioni pronte per essere usate dall’utente finale.
In pratica quindi un Web che potrebbe in qualche modo prendere il posto delle applicazioni sul desktop, almeno in molti ambiti.
Al di la’ delle tecnologie impiegate e degli acronimi scelti per molti versi questa e’ una definizione che possiamo ritenere molto vicino alla sensibilita’ di tutte le persone coinvolte.
Alcuni pero’ sono scettici sulla capacita’ del Web di diventare una vera e propria piattaforma: vediamo cosa si dice in giro.
RSS e’ un acronimo molto discusso oggi ed e’ in pratica un modo diverso di distribuire i contenuti e le novita’ del nostro blog secondo un modello simile alla televisione: io sottoscrivo un canale detto feed e senza dover ogni volta andare su quel sito il sistema che legge i canali detto feedreader mi aggiornera’ con gli ultimi articoli pubblicati.
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